sabato 27 agosto 2011

Seconda tappa: Wien


Vienna è come una Sacher … raffinata nell’aspetto, dalla struttura corposa e con un retrogusto a sorpresa! Ha bisogno del tempo giusto per essere mangiata, sembra quasi di dover rispettare un cerimoniale :) l’unica nota amara è che finisce sempre troppo presto





Scendiamo dal battello che aveva risalito il Danubio da Budapest, il tempo è incerto, ma nulla ci scoraggia. Poco più di due ora e già eravamo in giro a fare foto e a comprare cosine. Le vetrine di Vienna sono ineguagliabili! Il cioccolato è preparato come gioielli e i gioielli sono luccicosissimi. È una città elegante, abituata ad accogliere turisti affascinati dai valzer, dai concerti all’opera e incuriositi dalla vita della famiglia imperiale. Ho portato a casa dei ricordi fantastici … che vanno al di là dei souvenir gastronomici che sono riuscita a far entrare in valigia. Karlplatz soleggiata con i dettagli della fermata della metro di Otto Wagner brillanti e un sax che accompagnava la passeggiata, il vento freddo a metà agosto e il ristoro in un cappuccino caldo con tanta panna, sedersi nel cortile del Architekturzentrum Wien su quelle strane panchine colorate a giocare con gli uccellini. E poi l’odore delle spezie dal mondo nel Naschmarkt a due passi dal Palazzo della Secessione (o testa di cavolo, come lo chiamano loro), mangiare una salsiccia piccante per strada stando attenti a non sporcarsi e tenendo in equilibrio la birra … e ancora sedersi all’hotel Sacher a gustare una delle torte più buone del mondo e scambiare quattro chiacchiere in spagnolo con i vicini di tavolo. Tornerò a Vienna per vedere quello che non ho visto in questi tre giorni e per mangiare quello che non ho mangiato, intanto vi lascio un po’ di foto, spero rendano l’idea …