lunedì 8 ottobre 2012

Franco Pepe e l’amore per una professione


Trovarsi un giorno da Franco Pepe, nel suo nuovo locale, prima dell’inaugurazione  e sentirsi una privilegiata a superare la porta in ferro con un cartello che recita “Vietato Entrare”. La sua pizza è da “mmhmmh” da fare con gli occhi chiusi e le labbra serrate. Momenti di puro piacere papillare.





Se gli chiedete qual è la ricetta della sua pizza, vi risponderà col sorriso sornione e la faccia di chi la sa lunga, di chi dei piccoli accorgimenti ne ha fatto un mestiere. Vi dirà che è una miscela di farine, sali, acqua e lieviti e che darvi le quantità non serve a nulla, perché lui decide le dosi in base alla temperatura della giornata, all’umidità dell’aria. Sarà l’impasto a dirgli che è pronto.

Eh si perché Franco lo sente sotto le dita quando è arrivato il “punto di pasta” e in quel momento potrà smetterla di lavorare. Allora lo lascerà riposare nella madia di legno, coprirà con un telo e aspetterà che il miracolo si ripeta, ancora una volta.

Parliamo di Franco Pepe e parliamo della poesia che in cucina diventa pizza, parliamo di un uomo che a quasi 50 anni ha deciso di fare il “grande salto” e comprare un palazzo del ‘700 nel cuore di Caiazzo, a pochi passi dalla sua sede storica, e che vuole realizzare il suo sogno: continuare a fare la sua pizza  (a livelli altissimi come ha sempre fatto), insegnare l’arte del pizzaiolo ai giovani e offrire ospitalità nelle stanze quasi pronte all’ultimo piano. È un uomo che vuole vedere i colori del tramonto e le forme delle valli del casertano dalla sua sfavillante cucina a vista e che ha sempre la linguaccia pronta a chi gli fa una domanda indiscreta.