martedì 20 gennaio 2015

il caffè, libri, citazioni e sapori

un’abitudine che è parte del nostro dna, una scusa per incontrare un amico che non si vede da un po’, un modo accomodante per chiudere un incontro di lavoro o per farlo cominciare nel migliore dei modi 
prendere un caffè
c'è chi preferisce prepararlo con cura a casa e goderselo con calma e chi velocemente lo beve in piedi. un attimo per ricaricarsi o per rilassarsi. a chi piace forte, a chi lungo, con latte, in tazza fredda, solo in vetro…e chi come me non lo beve se non è fatto bene, che il caffè è una cosa seria! 
è scritto nel mio genoma da napoletana, bere il caffè è un rito (de filippo dal balcone lo spiegava perfettamente) e per quanto sia una pessima "fattrice" di caffè, devo dire che come bevitrice me la cavo assai bene
il libro “la macchina del caffè” (in foto) edito da rai-eri e scritto da gianluca trivero è stata una vera rivelazione. un breve saggio su quello che è il rapporto umano con questo prezioso seme e un excursus storico sui sistemi adoperati per ottenerlo, dal primo locale che offriva caffè al cairo alle capsule moderne

immancabile a questo punto una classifica tutta personale sui migliori caffè che ho bevuto nell'ultimo periodo. uno su tutti passalacqua a piazza dante a napoli, un caffè che vale un’ora di metro e uno a pochi passi  da casa small coffee in via umberto I ad aversa. il primo è il classico caffè napoletano in tazza di ceramica rovente, il secondo in vetro alto e dolcissimo. eh si perché il vero caffè va zuccherato dal barista, se siete di altro gusto assicuratevi che ve lo lascino amaro. molti credono che così si perda il vero sapore del caffè, scuole di pensiero appunto. a tal proposito vi lascio una citazione di de talleyrand a sostegno della tesi zuccherata: caldo come l'inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore