domenica 18 marzo 2018

cantiere in corso

all'ennesimo giro in auto notturno ho cominciato a pensarci come se l'idea fosse lì per sbocciare un po' a fatica.
pensavo ai cantieri in corso, a quelli del cuore e della testa però, che non puoi segnare con un cartello ma devi fare altrimenti. cambi taglio di capelli, ti fai liscia, ti fai riccia, metti quella gonna a fiori che mai hai osato, tiri dal cassetto quegli orecchini così stravaganti...e sei finalmente te! come mai prima, ma te. piena ancora di dubbi, di domande, forse anche più di prima, ma stai per cambiare pelle, metterne una nuova di zecca. ritrovarti, diversa eppure uguale.
pensavo al trambusto di quel momento, a quella fase in cui ti butti in tutto per non perderti nulla e capire cosa sia l'esperienza più vicina alla te nuova. quella che chiamo la fase YES, piena di cavolate, che la notte non si dorme e il giorno dopo si va a lavoro con gli stessi vestiti e senza trucco, quella in cui vai al mare d'inverno e cerchi la neve d'estate, che ti siedi a tavola con gente nuova e ritrovi a parlare in altre lingue a due passi da casa, che sei in giro tutti i giorni e tutte le notti e le bottiglie di vino hai smesso di contarle.

è che bisogna fare tanta confusione alle volte per decidersi a mettere ordine.
un giorno, una notte o mentre mangi un gelato succede di ritrovarti, magari sul fondo di quella vecchia borsa o accattata al ciondolo della collana, in un gesto, una frase, un tono di voce e succede di cominciare a decidere di mettere radici o di salpare l'ancora...e di sapere di essere bella esattamente come si è.